ESPROPRIAZIONE E CEDU - INFORMAZIONI

A.N.P.T.ES. 
Associazione Nazionale Per la Tutela degli Espropriati

Questa è una delle Schede informative da noi predisposte a difesa degli espropriati.

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5 - Altre informazioni

Si tenga infine presente quanto segue.

1.

Le somme determinate dalla Corte Europea sono aggiuntive e non sostitutive di quelle già liquidate in Italia.

2.

Le somme liquidate dalla Corte Europea sono esenti da tasse ed imposte; (non si deve quindi pagare il 20% di ritenuta fiscale).

3.

L'espropriato può fare ricorso anche se decide di incassare l'indennità provvisoria.

4.

L’espropriato non può  fare ricorso se ha sottoscritto un accordo con l’Amministrazione (salvo casi particolari).
5. Le ipotesi di ricorribilità alla Corte Europea sono molto ampie; a volte si può ricorrere anche se in Italia è intervenuta la prescrizione o non si è concluso l’iter giudiziario.
6. Si consiglia all’espropriato di non perdere tempo rimanendo inattivo, al fine di evitare prescrizioni e decadenze che potrebbero “spogliarlo” di tutti i suoi diritti.
7. Si ricorda che (salvo i casi particolari di cui al precedente punto 5 ) il termine ultimo per ricorrere alla Corte Europea è di 6 mesi decorrente dalla definizione del giudizio in Italia (passaggio in giudicato della sentenza).


 

 Si ricordi che:

Alla Corte Europea poco importa che il procedimento sia legittimo alla luce di norme e sentenze italiane; essa guarda agli effetti pratici, e cioè se è stato leso il diritto fondamentale alla tutela dei propri beni.

Dunque un punto di vista che privilegia la protezione effettiva dei diritti fondamentali della persona e bada alla "sostanza" lasciando in secondo piano la regolarità formale.

 

Nota. Per evitare confusioni.
Gli indennizzi di cui sopra non devono essere confusi con gli indennizzi ulteriori e diversi stabiliti per la eccessiva durata delle procedure.
E’ opportuno sapere che la Corte Europea ha stabilito che sussiste una violazione delle norme CEDU in caso di eccessiva durata delle singole procedure; gli espropriati, pertanto, in caso di eccessiva durata della loro procedura, possono anche chiedere un ulteriore indennizzo, aggiuntivo a quello loro spettante per l'esproprio. (c.d. legge Pinto).